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lunedì 23 novembre 2009

No Berlusconi day

Molte persone accusano il PD di non fare abbastanza opposizione.
Non voglio stare qui a discutere quanto possano aver ragione o meno, ma sono sicuro che non partecipando alla manifestazione del 5 dicembre, il PD darà la netta sensazione a tutti che queste persone abbiano ragione.
Bisogna andare e dire alla gente e ai tanti giovani in piazza che il PD adesso c'è ed è al loro fianco nella lotta contro questo regime che nulla ha di democratico, a partire da come tratta il Parlamento, ridotto a un organismo buono solo a prendere atto delle decisioni governative.
Bisogna andare perchè è quello che vuole vedere tutto il popolo di centrosinistra per ridare fiducia al più grande partito che lo rappresenta.
Bisogna andare se si vuole anche recuperare il consenso perso in questi 2 anni in favore del "gridaiolo" Di Pietro.
Bisogna far sentire la presenza di un grande partito pronto a cogliere le sollecitazioni da qualunque parte arrivino.

Basta con le sottigliezze (che non coglie nessuno) e le stupide giustificazioni tipo "è una manifestazione partita dal web, non possiamo appropriarcene".
Nessuno vuole questo, però.......

C'è un punto fondamentale.

Questa manifestazione è contro il governo Berlusconi.

Il PD è contro il governo Berlusconi?

Se la risposta è si, allora il PD "DEVE" partecipare a questa manifestazione, senza se e senza ma.

Chiaro il concetto, cari miei dirigenti???

Se avete il fondato timore che Berlusconi ne dica di tutti i colori al PD dopo la manifestazione, state pure tranquilli, servirà solo a far schizzare in su il consenso degli elettori.

giovedì 29 ottobre 2009

Non mandiamo via nessuno, ma......

Il PD di Bersani è nato, qualcuno è contento, qualcuno un po' meno e adesso si deve cominciare a fare politica sul serio, questo è quello che mi aspetto.
Agli scontenti dico con molta chiarezza: se avete intenzione di remare contro, è meglio che ve la svignate al più presto, la vostra presenza risulterebbe deleteria per il partito!
Non abbiamo più bisogno di "corvi", ma di persone che hanno voglia di darsi da fare e lavorare con serietà e impegno per riconquistare il consenso del popolo italiano.
Rutelli vada pure dove gli pare, non è nuovo ai cambi di rotta e gli manca poco per completare il giro dell'intero arco costituzionale, evidentemente non ha ancora trovato il partito dei suoi sogni.
Per conto mio ha dimostrato ampiamente quanto vale già alle politiche del 2001 e alle amministrative di Roma l'anno scorso perdendo in entrambe le occasioni.
La dipartita di Rutelli mi riempie di gioia, farà guadagnare qualcosa al PD e perdere sicuramente al partito di approdo, povero Casini!
E spero che lo seguano tutti quelli che ritengono sbagliato il cambio di rotta che Bersani darà al partito, un partito che avrà il "dovere" di dire alla sua gente come la pensa su "tutti" gli argomenti che man mano si presenteranno sulla sua strada.
Finora non è stato così e gli elettori di centrosinistra, cioè i nostri principali elettori che di solito sono un po' più attenti di altri su queste cose, hanno fatto giustamente pagare al PD reticenze e tentennamenti vari.
Bersani è una persona concreta, è l'unico che durante il governo Prodi (a parte sistemare i conti che non costituiva l'aspettativa prioritaria per i cittadini italiani che ci avevano votato) è riuscito a realizzare qualcosa ed è l'unico che trasformerà il PD in un vero partito.
Una cosa da non sottovalutare è la questione morale, non "enorme" come aveva dichiarato Marino (che comunque stimo moltissimo) ma sicuramente "evidente" e Bersani dovrà farsi forza, dovrà fare pulizia dove serve se vogliamo riacquistare credibilità e impedire a Di Pietro di sfruttare questo argomento per continuare ad erodere il nostro elettorato.

Buon lavoro, Bersani!

giovedì 3 settembre 2009

Bersani a capo del PD, non ci sono alternative

Sono contrario alle primarie in tutte le sedi, sono contrario alle investiture popolari, soprattutto quando queste vanno a determinare una specie di superpotere del personaggio eletto, senza che dietro ci sia una vera struttura di partito che ne controlli e valuti l'operato.
Come qualcuno può notare è la descrizione del modo in cui domina Berlusconi, eccezion fatta per le modalità con cui è arrivato ad essere il padre padrone del PDL.
Voglio un vero partito, solido, forte, capace di avere una linea politica chiara e comprensibile, una linea politica magari discussa aspramente da una direzione nazionale, ma univoca quando la discussione finisce e la linea risulta ormai decisa a maggioranza, pena l'espulsione per chi non si adegua o per chi si sentisse in dovere di andare in giro a seminare zizzania o spiattellare ai 4 venti il proprio dissenso favorendo gli oppositori politici.
L'idea di un partito simile a un movimento indistinto dove tutti possono confluire è una emerita cazzata (il PD inizialmente è nato con questa idea e io non ero d'accordo) che non ha pagato.
Il risultato ottenuto alla politiche nel 2008, un 33% dovuto in massima parte al voto utile, si è ridimensionato drasticamente nelle elezioni successive man mano che l'elettorato appurava la totale mancanza di chiarezza del PD su molti temi.
Anche l'avvicinarsi al centro cattolico con l'inclusione dei Teodem e al centro politico (Calearo o Ichino) è stato un enorme autogol!
Si è ottenuto il risultato poco esaltante di perdere praticamente tutti i voti di chi, sentendosi di sinistra, non vi vedeva più niente nel PD e nel contempo di non ottenere quasi nulla al centro.
Le ultime Europee ne sono una prova lampante, l'elettorato di sinistra o non è andato a votare o ha votato per i 5 o 6 partitini di sinistra (assommando comunque un buon 10%), sapendo di non contare un cazzo, pur di non dare il voto a un partito che, a loro avviso, non li avrebbe rappresentati per niente.
I consensi si raccolgono con un chiaro impegno politico unito a una chiara "linea" politica senza tentennamenti, tenendo sempre in mente alcune cose secondo me di fondamentale importanza.
Il PD è un partito che giustamente deve porsi come obbiettivo il bene del Paese, ma nel far questo non deve dimenticare:
1) Di essere un partito di centrosinistra e di non dover rincorrere, sbagliando, il centrodestra.
2) Di salvaguardare in primis i diritti e i bisogni dei ceti più deboli letteralmente calpestati dalla destra al governo.

In un momento in cui la sinistra "radicale" sembra non avere più frecce al suo arco, scomparsa da tutte le sedi istituzionali anche grazie ai suoi grossolani errori, sarebbe giusto e "doveroso" dare un appiglio a quella massa di elettori stanchi e delusi che non hanno più un riferimento politico.
Innanzitutto bisogna conquistare la fiducia di chi si identifica nello schieramento di centrosinistra, lottando in tutte le sedi contro il potere della destra, per le strade, nelle piazze, nelle fabbriche, in parlamento, dappertutto.
Fatto questo, si può tentare di ottenere consensi trasversali con la serietà delle persone e la bontà dei programmi alternativi alle schifezze propugnate dal centrodestra.
Per far questo però ci vogliono idee chiare, concretezza e forza!

Bersani è l'unico dei 3 candidati alla segreteria che ha questi requisiti, è l'unico che ha avuto il coraggio di pronunciare la parola "sinistra" senza sentirsi a disagio, ma bensì con orgoglio!

Bersani è l'unico che può far diventare "partito" questa cosa indistinta che è stato finora il PD.

Il PD deve cambiare strategia politica e Bersani deve guidarlo in questo cammino per far si che il Centrosinistra possa avere di nuovo la possibilità di governare l'Italia.

giovedì 30 luglio 2009

La Binetti vuole censurare la striscia sullo "sbattezzo" pubblicata sull'Unità

È un po' che non scrivo qualcosa su questo mio blog, avrei dovuto dire tante cose ma non ho detto niente.
La causa: quando pensi che qualsiasi cosa fai non serve a cambiare di una virgola le cose così come stanno, ti prende una certa "pigrizia" difficile da combattere.
La Binetti però riesce a darmi una carica particolare, anche quella difficile da combattere.
A costo di apparire irrispettoso, della qual cosa poco mi frega, invito la Binetti, Bobba e tutti gli altri Teode(L)m-enga a smetterla con questi tentativi di censura su argomenti a loro poco graditi.
Nel PD ci sono fior di ATEI, eredi di quei comunisti mangiabambini, ai quali la striscia sullo "sbattezzo" piace tanto!
Questi atei cattivi non si sognano di censurare le iniziative o le prese di posizione (buone solo a farci perdere voti a sinistra) di questa brava gente.
Quindi che la smettano oppure prendano in considerazione l'idea di convolare a giuste nozze con gli altri (finti) timorati di Dio, tutti chiesa e famiglia, dell'UDC.
L'idea che il PD, grazie all'amorevole interessamento di costoro, possa finire nelle grinfie di Casini e Cesa, mi fa orrore!
Quindi o si sta dentro rispettando gli altri, o altrimenti (molto) meglio fuori!
Il PD avrebbe una linea politica più netta e chiara su parecchi argomenti e potrebbe averne un riscontro positivo in termini di consenso.

Questo è ciò che penso e che voglio affermare con forza, sicuro di avere dalla mia parte molti elettori del PD e non.

venerdì 12 giugno 2009

Riflessioni elettorali sulle europee e sulla sinistra

Risultati assolutamente deludenti, escluso l'IDV, per il centrosinistra, non ci sono scusanti!
Alle europee il calo del PD era scontato, forse è andata anche meglio di quello che si poteva presupporre, se si pensa che fino a un paio di mesi fa i sondaggi davano questo partito al 23-24%.
L'emorragia di voti si è bloccata, i punti persi sono circa 5 in quanto i radicali questa volta si sono presentati da soli. Peraltro il voto utile è stato snobbato (e giustamente) dagli elettori di sinistra, i quali hanno voluto dare ancora fiducia ai partiti più vicini alla loro ideologia.
Se solo Rifondazione Comunista non si fosse ulteriormente scissa in 2 partiti, adesso sarebbe in Europa.
Purtroppo dispiace vedere come i dirigenti della sinistra non colgano queste opportunità!
Gli elettori di sinistra se ne fottono delle stronzate per cui i loro dirigenti litigano continuamente e continuamente si dividono.
Rimpiango veramente il "centralismo democratico" del Partito Comunista!
Gli elettori di sinistra vogliono un partito che conti di più, che abbia la forza di lottare per i loro diritti orribilmente calpestati soprattutto negli ultimi anni.

Diliberto, Fava, Ferrando, Ferrero, Mussi, Salvi, Vendola e tutti gli altri, in questo momento siete i dirigenti del "niente", lo volete CAPIRE O NO?
Qualcuno rinunci a qualcosa, create un "vero" unico partito della sinistra che dia qualche prospettiva e vedrete che la fiducia degli elettori ritornerà, considerate che ancora adesso vi ha votato circa il 10% dei cittadini italiani!

Agite in fretta, il tempo stringe, questo governo sta a poco a poco annullando tutto e a tutti i livelli.

Unica nota positiva: il nano fanfarone voleva sfondare il muro del 40%, se non del 45% e invece è andato a sbattere contro il muro del 35%, cioè 2 punti in meno che alle politiche del 2008, un chiaro addio ai sogni plebiscitari del nostro ducetto.

La paura per questo risultato e le minacce della Lega di farlo cadere immediatamente gli hanno fatto subito cambiare idea sul referendum, all'appoggio incondizionato al si fino a qualche giorno fa ha fatto seguito una chiarissima dichiarazione di resa: la legge elettorale può rimanere così com'è.
Una legge elettorale secondo Berlusconi va più o meno bene o è una porcata solo in base alla convenienza politica del momento.
Con buona pace per la coerenza!

domenica 31 maggio 2009

Elezioni comunali a Robbio




VOTATE

ROBBIO VIVA

L'unica lista di riferimento per il centrosinistra Robbiese

contro 3 liste di centrodestra

Un'occasione da non perdere!

POSSIAMO VINCERE!!

lunedì 4 maggio 2009

Un ometto piccolo piccolo!!!

Il divorzio tra Berlusconi e Veronica Lario, stufa delle continue intemperanze del marito, merita pochissime parole perché non è giusto entrare nel merito di una vicenda privata (ma non troppo).
Il presidente del consiglio Berlusconi come al solito cerca di ribaltare la faccenda accusando la moglie di farsi prendere in giro dai complotti orditi dalla sinistra e dai giornali complici.
Ma perché non si chiede quanto ribrezzo possono generare i suoi atteggiamenti da galletto con donnine in cerca di visibilità (per non dire di peggio), perchè non si chiede quanta vergogna possa provare un suo familiare leggendo che si fa chiamare "papi" da una sconosciuta minorenne un po' cresciutella?
L'uomo Silvio Berlusconi è "addolorato", ancora una volta però non perché abbia preso coscienza della propria bassezza morale, ma perché, a suo dire, in questa vicenda è sua moglie a non aver capito bene, ad essersi fatta abbindolare.
Gli italiani dovrebbero chiedersi a loro volta se è giusto che il governo di una nazione sia messo nelle mani di una persona incapace di una qualsivoglia autocritica, incapace di ammettere anche una sola volta di "AVER SBAGLIATO".

lunedì 27 aprile 2009

25 aprile, tra un po' non si saprà più perché è festa

Non c'è dubbio che quando Berlusconi decide di fare una cosa, la fa bene!
Per esempio decide di partecipare alla manifestazione del 25 aprile e immediatamente propone degli aggiustamenti affinché d'ora in avanti tutto si svolga nella massima pace e serenità.
In primis propone un cambio del nome: perché chiamarla "Festa della Liberazione" (che rievoca il conflitto tra la dittatura nazifascista e i Partigiani), non è meglio chiamarla un po' più genericamente "Festa della Libertà"? Liberazione, ma da chi, da che cosa? Perché rievocare già dal nome stragi, assassinii e tutte quelle brutte cose che è meglio far dimenticare?
Certo, Presidente Berlusconi, come no? Con tutti gli amici fascisti dichiarati o ex, dentro e fuori del Parlamento, è il minimo che si possa fare per sistemare le cose.
Basta con queste vecchie contrapposizioni!
Partigiani e repubblichini alla fin fine erano uomini che lottavano allo stesso modo per la loro patria!
Il DDL presentato ( ieri incredibilmente disconosciuto dalla maggioranza e attribuito all'iniziativa "personale" di qualcuno) mirava solo a questo, a dimostrare che erano tutti uomini e che ha poca importanza se gli uni hanno lottato fino alla morte contro una dittatura e gli altri l'hanno difesa.
Come si fa a non abbracciare una tesi del genere? Dove sta l'umana pietà allora?
Adesso che ha davanti un governo (come sembra dall'alto gradimento di cui gode) di lunga durata, Berlusconi si preoccupa di inaugurare un periodo di concordia anche e soprattutto in politica, in modo da avere pochi fastidi e lavorare 23 ore al giorno (è il suo standard, mentre gli operai lavorano solo 8 ore al giorno e si lamentano sempre!) per il bene del Paese.
Anch'io voglio mettere al bando odi e rancori e propongo per il 25 aprile del 2010 un ulteriore cambio di nome:
"FESTA DEL POPOLO DELLA LIBERTA' "

Telefonerà per ringraziarmi?
Sono già in fibrillazione!

lunedì 9 marzo 2009

Tre bravi ragazzi

Qualcuno avrà certamente notato che i commenti sulle azioni del governo per quanto riguarda la maggioranza vengono spesso affidate a tre personaggi con la faccia pulita, tre figure quasi "angeliche": parlo di Gaetano Quagliariello, Roberto Cota e Daniele Capezzone.
Quando parlano loro sembra di essere in chiesa a sentire la messa, la loro voce è sempre calma, bonaria, piena di buoni propositi per gli italiani e anche per l'opposizione, soprattutto Capezzone quando dispensa i suoi consigli disinteressati al PD su come dovrebbe fare opposizione o con chi si dovrebbe alleare e non.
È tanta la fiducia che i loro visetti da seminaristi ispirano, che a nessuno verrebbe mai in mente di dubitare della loro buona fede e di quello che ci stanno dicendo.
Non è un caso ovviamente che la scelta sia caduta su questi "bravi ragazzi"!
Il governo ha già cominciato a mettere in atto i suoi piani illiberali e anticostituzionali (a partire dal Lodo Alfano) e intende proseguire a marce forzate.
Perché tutto riesca senza scossoni ha bisogno di affidare l'annuncio delle sue iniziative a gente come quella che ho appena descritto in modo da rassicurare il popolo col messaggio "siamo tutti bravi e buoni e nessuno vuole farvi del male".
Se però ognuno di noi facesse un po' più di attenzione si accorgerebbe che ogni iniziativa di questo governo contiene sempre al suo interno una norma per cui qualcosa non si potrà più fare.
Stanno usando trucchi e stratagemmi per indorare la pillola, su certe leggi danno motivazioni di comodo nascondendo quelle reali che servono a loro per consolidare il potere.

Di questo passo tra qualche anno saremo un popolo a "libertà vigilata".

Il programma della P2 sta andando avanti.

domenica 25 gennaio 2009

CISL e UIL vendono al miglior offerente i diritti dei lavoratori

Io non so e non voglio sapere cosa esattamente abbia promesso Berlusconi a Bonanni e Angeletti, ma una cosa è chiara: i diritti dei lavoratori, già ai minimi termini da 20 anni a questa parte, vengono calpestati in nome di una concordia impossibile. La prova di quello che dico è nei fatti: dopo l'abolizione della scala mobile non si è mai approvato un contratto che in qualche modo abbia fatto aumentare il potere d'acquisto dei salari, il tutto accompagnato sempre da dure lotte e tante giornate di sciopero. Questo è successo sempre, anche nei periodi di vacche grasse, per cui pensare che Confindustria possa generosamente elargire ai lavoratori qualcosa in più del minimo per la sopravvivenza è una pia illusione. D'altro canto anche il governo ha ripetuto più volte che per i lavoratori ha già fatto tutto quello che poteva (praticamente un cazzo!).
Giuda si era venduto per 30 denari, Bonanni e Angeletti per cosa?
Con la loro scelta di campo hanno idea di cosa significa isolare il più grande sindacato italiano?
Capiscono fino in fondo cosa significa "collaborare" con chi da sempre non ha mai concesso nulla ai lavoratori?
Sanno quanto si è allargata la forbice tra stipendi dei dirigenti e salari degli operai?
Che riflettano un po' su queste cose prima di farsi prendere per il culo da gente sicuramente più furba di loro!
Finché non vedrò migliorare "davvero" le condizioni di vita degli operai, non cambierò mai idea su cosa sono i lavoratori agli occhi dei padroni: plebaglia ("risorse umane" è più elegante ma non cambia di una virgola la sostanza) da sfruttare al massimo con la minima spesa in nome del "dio profitto".
Mi auguro che la CGIL tenga duro e che inizi al più presto un'emorragia di iscritti da CISL e UIL tale da indurre i nostri 2 eroi (buoni solo per le cenette private ad Arcore) ad andarsene fuori dalle scatole e lasciare il posto a gente che non debba vergognarsi di guidare questi sindacati.

lunedì 22 dicembre 2008

PD, sei sul Titanic e l'iceberg è vicino!!

Ci mancava solo la questione morale nel PD!
Un partito nato troppo presto e con troppe situazioni ancora aperte per potersi definire tale.
Se non fosse chiaro, vorrei far notare che un partito su alcune importanti questioni "deve" avere una linea, non può rimandare ad eternum certi argomenti pur di tenere insieme "il diavolo e l'acqua santa".
Questioni etiche, collocazione europea, alleanze, sono alcuni dei nodi irrisolti dentro il PD e tali rimarranno finché qualcuno non avrà il coraggio di dire: "Signori, la linea è questa, chi non è d'accordo si cerchi un altro partito".
Ex DS ed ex Margherita su questi 3 argomenti ancora adesso sono su piani completamente diversi ed è inutile arrampicarsi sugli specchi cercando strane formule che possano sulla carta (ma solo sulla carta!) mettere d'accordo tutti.
Una "arlecchinata" o un "calderone politico" senza basi solide e chiare, produce in breve tempo un effetto devastante: i militanti che vogliono far politica e che hanno una loro linea volgono lo sguardo altrove e al posto di questi possono rimanere o subentrare quelli che della politica ne hanno fatto o vogliono farne un uso improprio.
Sempre per lo stesso motivo a poco a poco si perdono gli elettori che vogliono un partito "vero" e non un'accozzaglia di politici multiformi.
È stato politicamente opportuno abbandonare le posizioni dei DS su questioni etiche e collocazione europea pur di fare "il grande partito" perdendo così un bel po' di gente già alla nascita del PD?
Non sarebbe stato meglio avere al fianco una Margherita magari con qualche petalo in meno, ma politicamente più vicina?
Detto questo e tornando al presente, come si risolve la questione?

Questione morale: Veltroni ha detto "Via cattivi amministratori e portatori di voti ".
LO FACCIA E SUBITO!
Ex DC o ex socialisti imbarcati nel PD, volendo usare un eufemismo, non si sono dimostrati proprio "un valore aggiunto".

Questioni etiche: dare immediatamente una linea in sintonia con la storia di un grande partito di sinistra e se la Binetti non ci sta, pace all'anima sua!

Collocazione europea: Il PD deve stare col PSE, altre soluzioni del tipo "nè carne né pesce" fanno solo il gioco di chi accusa il PD di non essere in grado di prendere delle decisioni a causa delle divisioni interne.

Alleanze: sganciarsi da Di Pietro è una sciocchezza che fa il gioco di Berlusconi, che vorrebbe una grande maggioranza e 3 o 4 opposizioni in lotta fra di loro. Ovviamente non bisogna lasciare a "Tonino" il monopolio dell'opposizione, anche intransigente, altrimenti si frega tutti i voti di chi, come ho già detto, vuole votare per un partito vero, forte e deciso a difendere con le unghie e con i denti ciò in cui crede.
UDC: no grazie! Sarebbe più o meno come accettare sulle questioni etiche la linea dei teodem.
SINISTRA: attualmente spalmata su 4 o 5 partitini oscillanti attorno all'1% (ciascuno), fuori dal Parlamento (il Titanic della sinistra è già affondato) e con Rifondazione Comunista spaccata, non conta nulla! Ad ogni rullata di tamburo ne nasce uno nuovo, ma diminuisce la percentuale di tutti gli altri partiti di sinistra. Significa, se non si è ancora capito, che in Italia, ripeto, in Italia, la favola del comunismo interessa si e no al 5% degli elettori.
Serve allora una sinistra più tollerante e malleabile, soprattutto su tematiche come ambiente o infrastrutture, ma assolutamente intransigente (cosa che non ha fatto durante il governo Prodi e ne ha pagato le conseguenze) sulla difesa dei diritti dei più deboli!
Con una sinistra così sicuramente si potrebbe dialogare, soprattutto se unita e non divisa in mille fazioncine insignificanti che litigano su questioni insignificanti se paragonate ai grandissimi problemi sociali attualmente sul piatto.

Tornando al titolo:

La collisione si può ancora evitare, ma bisogna fare in fretta!
I sondaggi non sono oro colato ma indicano una tendenza al ribasso assolutamente da invertire!

Prima delle europee il PD deve essere un partito pulito, senza condannati, senza indagati, senza "poltronisti" a tutti i costi, con una linea politica chiara e comprensibile dagli elettori (quelli che contano davvero), non ondivaga o inesistente solo per far contento (o non scontentare) qualche gruppetto di potere.

Se questa operazione non riuscirà, allora
ADDIO SOGNI DI GLORIA

giovedì 20 novembre 2008

Ma è questa la politica italiana????

Ultimamente è davvero penoso assistere agli eventi politici italiani.
Vediamo le più grosse cazzate anche in ordine sparso:

Di Pietro (IDV): promette di entrare nel gruppo parlamentare del PD ma ad elezioni concluse, ringalluzzito dal risultato, si pente e decide di andare da solo. Inaugura quindi una opposizione fatta di attacchi durissimi nei confronti di Berlusconi, con lo scopo preciso di fottere una parte dell'elettorato alla sinistra e al PD, cosa che sembra gli stia riuscendo bene, grazie anche al fatto che il PD ha capito con troppo ritardo quanto può essere deleterio cercare un dialogo con Berlusconi.
Carfagna (PDL): legge contro la prostituzione. Meno puttane per le strade, molte di più nell'appartamento accanto, di fatto una specie di "occhio che non vede, cuore che non duole".
Veltroni (PD): buono... buono...buono... (troppo!). Cercare il dialogo con la maggioranza di governo è stato un grossolano errore. Quando si è reso conto che Di Pietro lo stava fottendo si è svegliato (speriamo lo rimanga).
Gelmini (PDL): "controriforma" della scuola, praticamente una serie di tagli indiscriminati, mitigati dall'enorme protesta studentesca.
Cossiga (Senatore a vita): durante le manifestazioni studentesche con una lettera aperta al capo della polizia consiglia di usare gli stessi sporchi metodi (infiltrare il movimento con provocatori per poi giustificare interventi di dura repressione) a cui ci aveva abituati quando era ministro dell'interno.
Berlusconi: vorrebbe governare, in barba al parlamento, a colpi di fiducia e di decreti, fortunatamente bloccato da Napolitano e Fini. Anche lui consiglia le maniere forti contro gli studenti, anche se il giorno dopo smentisce tutto. Per non farci perdere l'abitudine con le sue battute esilaranti, si inventa una "carineria" su Obama dando dello stupido o imbecille a chiunque non ha apprezzato l'uscita, poi fa "cucù" alla Merkel, ecc., ecc., ecc.
La Torre (PD): passa un pizzino a Bocchino (PDL), permettendogli di dare una risposta adeguata a Donati (IDV). Se non fossi abbastanza propenso a pensare male, sembrerebbe strano anche a me! Evidentemente Orlando (o meglio un qualsiasi esponente dell'IDV) era indigesto anche a qualcuno del PD.
Gasparri (PDL): non si fa troppi problemi a dare dello stupido al capo dell'opposizione. L'imitazione che ne fa Marcorè con la faccia un po' da ebete non rende giustizia al suo animo da fascista. Come altri suoi colleghi di AN ha perso il pelo ma non il vizio.
Lega: pretende classi separate (chiamate eufemisticamente "classi ponte") per gli extracomunitari. Dietro una motivazione ridicola (imparerebbero meglio l'italiano) e falsa data in pasto all'opinione pubblica, si nasconde il vero intento di discriminare e ghettizzare i BAMBINI extracomunitari per non "MESCOLARLI" con i bambini italiani. Poveri leghisti! Non ricordano quando in certi locali stranieri l'ingresso era vietato ai "cani e agli italiani".
Villari (PD): dopo mesi di votazioni a vuoto sul nome di Orlando (IDV e non gradito a Berlusconi), con un colpo a sorpresa (per noi ,non certo per Villari!) viene eletto presidente della vigilanza Rai con i voti della maggioranza. Adesso che opposizione e maggioranza sarebbero d'accordo sul nome di Zavoli, stranamente Villari non ha alcuna intenzione di dimettersi nonostante gli inviti del suo partito, dei presidenti di Camera e Senato e di Berlusconi stesso. Il PD lo ha già espulso, sull'invito di Berlusconi a dimettersi ho i miei dubbi, penso sia un invito di facciata. A Berlusconi andrà sicuramente bene un Villari venduto piuttosto che un Zavoli, uomo di chiara integrità morale.

QUESTA NON È POLITICA! È uno schifo che deve finire!

Basta con i teatrini, le farse, gli inganni, gli insulti, l'arroganza, i giochetti di potere, le poltrone a tutti i costi.
Se vogliamo che la gente torni ad interessarsi della cosa pubblica,
BASTA!!

giovedì 23 ottobre 2008

Dietro front e avanti march

Ieri Libero, il giornale di Feltri, pensando di fare cosa gradita (sull'onda delle dichiarazioni di guerra di Berlusconi del giorno prima), titolava in prima pagina: <Attenti a voi, ragazzi>, una chiara forma di intimidazione verso gli studenti che continuano a protestare contro la "riforma" tagliafondi della Gelmini-Tremonti.
Purtroppo per lui, il giorno stesso Berlusconi ha smentito "categoricamente" ciò che aveva detto il giorno prima e cioè di voler usare la polizia contro gli studenti, anzi ha aggiunto di non averlo mai neanche pensato.
Di solito dietro le dichiarazioni dei personaggi politici, soprattutto di chi è a capo di certe istituzioni, vi sono ampie analisi sugli effetti che avranno.
Bene, noi abbiamo un Presidente del Consiglio che per sua stessa ammissione dice le cose senza averle neanche pensate!
In effetti difficilmente una persona con un minimo di buon senso potrebbe pensare le sciocchezze dette da Berlusconi in un momento di delirio di onnipotenza, ma lui le ha dette e aveva la faccia da duro, l'abbiamo visto tutti.
Poi qualcuno deve avergli fatto notare quanto può essere pericoloso attizzare il fuoco e allora ecco l'ennesimo dietro front a cui ha fatto seguito l'apertura al confronto della ministra Gelmini.

Nota positiva:

Qualcosa comincia a muoversi, qualcuno comincia a rendersi conto dello scempio in atto, della progressiva distruzione dello stato sociale e di tutte le porcate che questo insulso governo vuole imporre con la forza al nostro Paese.

mercoledì 22 ottobre 2008

Il vero volto di Berlusconi: fascista fino al midollo!!

Studenti, insegnanti, rettori di Università, genitori, gente comune sono tutti manovrati dalla "sinistra estrema" e dai "centri sociali".
Questa è l'idea di Berlusconi sulla protesta dilagante contro la riforma (per meglio dire la controriforma) della scuola voluta da lui e Tremonti e portata avanti da "Marionetta" Stella Gelmini.
Quando le cose cominciano a girare diversamente dalle sue aspettative, tira fuori i classici del suo repertorio, i comunisti, i centri sociali violenti, le menzogne della sinistra e tutte le stronzate a cui ci ha abituato finora.
Stavolta però, con l'arroganza derivatagli dalla netta vittoria elettorale ( vista dal nostro eroe come una specie di "conquista del potere assoluto"), si è lasciato andare a dichiarazioni che mostrano esplicitamente la natura fascista del suo essere.
Sentitene alcune:

"Non permetterò l'occupazione delle università. L'occupazione di luoghi pubblici non è la dimostrazione dell'applicazione della libertà, non è un fatto di democrazia, è una violenza nei confronti degli altri studenti che vogliono studiare"

"Convocherò oggi il ministro degli Interni, e darò a lui istruzioni dettagliate su come intervenire attraverso le forze dell'ordine per evitare che questo possa succedere"
(intanto le prime manganellate sono andate a segno, alcuni esponenti delle forze dell'ordine non hanno certo bisogno di inviti per darsi da fare)

"I manifestanti sono organizzati dall'estrema sinistra, molto spesso, come a Milano, dai centri sociali e da una sinistra che ha trovato il modo di far passare nella scuola delle menzogne e portare un'opposizione nelle strade e nelle piazze alla vita del nostro governo"

"Noi andremo avanti, questo decreto sulla scuola è sacrosanto, altro che ritirarlo, bisogna applicarlo".

"La proposta delle 'classi ponte' per i figli di immigrati resterà perché non è dettata da razzismo ma da buonsenso. Conoscere la lingua italiana è necessario".

Infine l'affermazione forse più grave:

"La televisione pubblica diffonde ansia e le situazioni solo di chi protesta. Sono preoccupato da questo divorzio tra i mezzi di informazione e la realtà".

Signori, è tutto chiaro:

La realtà per il signor Berlusconi è la "sua" realtà, quella che lui desidera farci vedere, non quella vera, non quella delle mistificazioni e degli annunci che nascondono sempre le vere finalità del suo operato.


Niente deve distogliere l'attenzione del popolo dall'imbambolamento continuo e massiccio a cui il piccolo "ducetto" vorrebbe assoggettare tutti.

Un dato di fatto incontrovertibile è che in Italia ci sono 15 milioni di poveri, la mitica classe media si avvicina a tappe forzate alla soglia di povertà e questo governo non fa un cazzo per bloccare o invertire questa tendenza. Il divario tra ricchi e poveri si allarga sempre più, ma non dobbiamo lamentarci, anzi dobbiamo sentirci dire che ha già fatto molto per i poveri detassando gli straordinari (che nessuno fa).
Lui e i suoi tirapiedi l'hanno ripetuto centinaia di volte in TV, sanno che la parola magica "detassare" anche se in questo caso non serve, funziona sempre alla grande!

Ben altra cosa sarebbe stato abbassare di qualche punto le aliquote Irpef dei redditi più bassi, ma ovviamente questo non si fa, altrimenti le entrate fiscali, basate in massima misura sul lavoro dipendente, crollano visto che i suoi protetti (quelli che a suo dire sono "costretti" ad evadere) trovano sempre il modo di non pagare le tasse.

Per ora siamo agli inizi, ma quando il governo entrerà "a regime"
saranno cazzi amari per tutti.

ALZATE LA TESTA FINCHÈ SIETE IN TEMPO!
TRA UN PO' POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI.


domenica 28 settembre 2008

Messaggio per qualche elettore sbadato

Analizziamo i provvedimenti già adottati o annunciati dal governo Berlusconi.

Sicurezza: tolti 1,5 miliardi di euro e licenziati 7.000 poliziotti, chiusi 1000 commissariati; nell’arco della legislatura un taglio di 30.000 uomini e donne;

Lavoro Precario: alcuni datori di lavoro disonesti costringono i nuovi assunti a firmare delle “dimissioni in bianco”, per poterli licenziare in qualsiasi momento, anche senza giusta causa. Contro questa prassi illegale il precedente governo aveva previsto delle misure che il governo Berlusconi ha subito eliminato;

Tasse: aumento di 7 miliardi di euro l’anno, ovvero circa 350 euro l’anno in più a famiglia; “le tasse non caleranno fino al 2013”;

Infrastrutture: tagli per decine di miliardi di euro;

Enti Locali: tagli ai trasferimenti con pesanti conseguenze per i diritti dei cittadini (dalle mense scolastiche al trasporto pubblico locale, dai servizi per gli anziani agli asili nido);

Lotta all’Evasione: eliminate le misure contro evasione, lavoro nero, riciclaggio di denaro sporco e finanziamento di attività terroristiche;

Scuola Pubblica: tagli per 8 miliardi di euro alle risorse e al personale, docente e non, senza nessuna garanzia di maggiore efficienza;

Sanità: tagli per 8 miliardi alle Regioni, che saranno costrette a rimettere il ticket;

Robin Hood Tax: operazione demagogica su banche ed imprese del settore energetico, sbandierata come la “tassa sui ricchi”, ora comincia a ricadere sui cittadini (ad esempio con l’aumento del 23% del prezzo dell’elettricità);

Potere D’Acquisto: nessun sostegno alle famiglie di lavoratori e pensionati, mentre i prezzi di pane, pasta, latte, frutta e verdura, benzina ed elettricità aumentano in media del 10% l’anno;

Affitti: bloccati gli interventi a sostegno delle famiglie;

Pensionati: l’unica misura introdotta è la “carta per la spesa”, finanziata con soli 200 milioni di euro, e soltanto per il 2008, che “sosterrà” con 2 euro al mese gli anziani con una pensione inferiore ai 1000 euro;

Mutui: ogni euro di riduzione della rata sarà restituito con un allungamento del mutuo, che costerà 13.000 euro in più alla fine;

Class Action: rinviata la proposta di legge sull’azione collettiva, indebolito il potere dei consumatori;

Giustizia: per bloccare il processo al premier, la destra è disposta a fermare i processi per: stupro, scippo, sequestro di persona, estorsione e altri gravi reati. Vogliono inoltre abolire le intercettazioni telefoniche (senza cui non si sarebbero mai scoperti casi come Calciopoli, Vallettopoli, la clinica degli orrori, le scalate dei furbetti del quartierino ecc…);

Legge elettorale: hanno in mente di cambiarla per le prossime europee. Vogliono abolire le preferenze per non permettere ai cittadini di scegliere i propri candidati e per portare personaggi impresentabili anche in Europa.

…tutto questo fa davvero i tuoi interessi?

Pensaci!

lunedì 8 settembre 2008

Riforma della scuola: un pessimo ritorno al passato!

A parte il grembiulino e la bocciatura col 5 in condotta, discutibili ma di scarso impatto, nella nuova riforma della scuola voluta dalla Gelmini sono ben altre le cose veramente obbrobriose, alcune già annunciate, altre assolutamente taciute.
Mediante decreto e senza il minimo confronto, ecco le novità della riforma che avranno invece un grosso impatto sia per l'insegnamento sia per le sorti di molti insegnanti.
1) Insegnante unico alle elementari.
Questa misura spacciata come un miglioramento per i bambini che avrebbero nell'insegnante unico un forte punto di riferimento, nasconde l'intento di risparmiare sulla spesa mandando a casa un bel po' di insegnanti e di personale (circa 130000 persone), alla faccia di chi fra costoro ha votato per questa maggioranza non immaginando quanto poco gli importa di loro. Che sia un miglioramento per i bambini è peraltro tutto da dimostrare perché nessuno può garantire che qualche classe non venga affidata a un perfetto imbecille (esistono in tutte le categorie sociali) con effetti deleteri per la formazione dei bambini. Addirittura anche Bossi si è accorto di questo pericolo e ha criticato senza mezzi termini la scelta della Gelmini.
2) Non più giudizi, ma voti espressi in decimi.
Questo è un vero ritorno all'oscurantismo. Vengono buttate alle ortiche le valutazioni basate sulle capacità effettive dello studente, magari dimostrate in modo discontinuo.
Niente di tutto questo, contano i voti!
Per essere promossi bisogna raggiungere il mitico 6. Se un alunno durante l'anno mette assieme un 5 e mezzo, un 4 e un 7 sarà bocciato perché la media non fa 6. Sarà la discrezionalità di un unico insegnante a decidere le sorti degli alunni in bilico tra promozione e bocciatura. Ciò non è affatto positivo perché possono entrare in campo altri fattori o condizionamenti a far decidere di arrotondare i voti ad un alunno piuttosto che ad un altro.
Provate a chiedervi chi potrebbe essere favorito in casi del genere e la risposta verrà da sola, la classe sociale di appartenenza conta ancora molto nel nostro paese.
3) Sempre a causa del risparmio sulla spesa scolastica (il governo prevede di risparmiare circa 7 miliardi di euro in 4 anni) si vogliono accorpare le scuole con pochi alunni.
Questo è l'aspetto più grave della riforma e riguarda solo in Lombardia più di 200 scuole.
I piccoli comuni dovranno rinunciare alle loro scuole e, per garantire il diritto allo studio, sarà necessario sostenere ulteriori costi (non si capisce bene a carico di chi) per il trasporto degli alunni nelle sedi più vicine, per non parlare dei disagi che questi ultimi dovranno affrontare solo per andare a scuola.

Io penso che un governo serio cercherebbe di risparmiare su tante cose (e spese folli ce n'è davvero tante!) ma non sulla scuola rendendo tutto più difficile sia ai docenti (quelli che rimarranno) sia agli alunni.

Io avevo la convinzione che questo governo avrebbe fatto questo genere di stronzate spacciandole come riforme.

Peccato, eravamo in pochi a pensarla così e loro hanno vinto anche con l'appoggio
di tanti che adesso pagheranno le conseguenze della loro scelta sbagliata.

Dopo aver creduto alla propaganda elettorale di Berlusconi sui "disastri del governo Prodi", beccatevi i veri disastri di questo governo stolto e presuntuoso.

venerdì 29 agosto 2008

Ma quanto sono furbi!

Panorama (giornale di proprietà del nostro intelligentissimo Presidente del consiglio) pubblica delle intercettazioni assolutamente irrilevanti su Prodi.
Berlusconi "indignato" esprime tutta la sua più profonda solidarietà a Prodi e dice che bisogna finirla di spubblicare le faccende private di chicchessia e che bisogna subito prendere dei provvedimenti per impedire che questo accada (questa frase non mi è nuova).
Seguono dichiarazioni preoccupate di Schifani e di Ghedini sull'urgenza di fare subito tutto il necessario per mettere fine a questo stato di cose.
Il tutto per avvalorare le porcherie che questo governo intende mettere in atto a proposito di giustizia e di tutto quello che le ruota intorno.
Prodi fortunatamente ha capito subito le intenzioni del "grande stratega" e ha rispedito al mittente la "falsa solidarietà" dicendo che per quanto gli riguarda i giornali possono pubblicare quello che vogliono.
Ma guarda che coraggio questi governanti da "bagaglino", fanno anche i giochetti col trucco!
Hanno la forza per fare tutto quello che vogliono e allora che lo facciano prendendosene anche tutte le responsabilità senza rompere i coglioni e senza cercare collaborazioni da quelle persone che, quando non hanno calato le braghe, sono sempre state trattate a pesci in faccia.

Poveri illusi, sperano che qualcuno abbocchi e partecipi allo scempio che hanno in mente.

Lo ripeto ancora una volta: nessun dialogo con questa gente, mai!

Una opposizione seria non può dialogare con questi furbetti da quattro soldi!

mercoledì 6 agosto 2008

Vigliaccheria istituzionale

Perché un atleta deve farsi carico di un problema politico quando i politici, anziché farsene carico come dovrebbero, cercano di scaricarlo ad altri?
Il nostro ministro degli esteri può andare tranquillamente a Pechino a godersi le olimpiadi mentre un altro ministro, Giorgia Meloni, invita gli atleti a disertare la cerimonia d'apertura in segno di protesta contro la mancanza di libertà democratiche in Cina.
Come sempre i fascisti o post-fascisti (tanto non sono cambiati per niente) dimostrano quella certa vigliaccheria che li ha sempre contraddistinti, loro sempre al riparo e gli altri devono fare i fatti.
Ricordo alla Meloni e ai suoi amici che uno Stato estero non si può considerare amico o canaglia in base alle convenienze del momento.
Ci sono migliaia di industriali italiani che fanno affari con i cinesi e lavorano in Cina con tanto di fabbriche e se ne sbattono altamente le palle delle libertà democratiche, sanno che non sono affari loro e se ne stanno bravi e buoni pensando, com'è loro costume, solo al profitto.
A questi ovviamente non gli si chiede niente!
Gli atleti, che si allenano intensamente per anni per arrivare al traguardo delle Olimpiadi e che dovrebbero guardare solo al lato sportivo dell'avvenimento, vengono caricati di una responsabilità
assolutamente impropria e deleteria anche ai fini del rendimento.
Ha fatto bene il Presidente del Coni Petrucci a respingere al mittente la "proposta indecente" della Meloni.
I problemi con gli stati esteri devono rimanere un affare politico da risolvere per vie politiche.
Detto questo penso che i governanti cinesi dovrebbe cominciare a considerare la possibilità di migliorare le condizioni di vita del loro popolo non solo dal punto di vista economico come stanno facendo egregiamente, ma anche sotto il profilo delle libertà personali e di gruppo.

Anche il senso della libertà e della democrazia è essenziale per un popolo per sentirsi soddisfatto di vivere nel proprio paese.

Esattamente quel senso di libertà e di democrazia che a poco a poco comincio a veder sparire in Italia.

lunedì 4 agosto 2008

Comunicazione: nasce il sito di Corrado Fiaccola

Finalmente ho il mio sito!
Era da tanto tempo che mi frullava in mente l'idea di avere un mio sito personale dove poter spaziare in molti campi e non solo in politica, che è un mio interesse molto forte ma non l'unico fortunatamente.
Il sito è in fase di allestimento, sto ancora creando le pagine da dedicare ai campi di cui mi occuperò, ma sicuramente tra qualche giorno ogni sezione conterrà qualcosa.
Anticipo subito che una sezione sarà dedicata a giochi ed enigmi, un'altra alla dama e un'altra ancora agli scacchi.
Una sezione sarà dedicata alla musica, io amo molto i grandi gruppi rock degli anni settanta (ma non solo) e cercherò di farli conoscere a chi per la giovane età o per altri motivi non ha avuto modo di apprezzare la loro grandezza.
Un'altra sezione sarà dedicata allo sport e con le olimpiadi alle porte non ci potrebbe essere migliore inizio.
Ho inserito il link al sito qui a lato.

sabato 2 agosto 2008

Basta con le cretinate! Il dialogo non esiste

Chiariamo subito un concetto senza il quale tutto il resto che dirò perde importanza.
Per dialogare bisogna essere almeno in due.
Applichiamo questo concetto basilare al tormentone del dialogo sulle riforme tra centrodestra e centrosinistra che ormai va avanti da mesi con diversi interventi anche del Capo dello Stato.
Dico subito come la penso.
Se uno dei due dialoganti è Berlusconi, meglio smetterla con questa sciocchezza del dialogo.
Il suo intento è uno e uno solo: fare le sue riforme esattamente per come è nei suoi piani e per come le ha concepite. Nei suoi piani c'è anche che il dialogo "non" ci deve essere e la colpa deve essere dell'opposizione.
E allora assistiamo a qualcosa di singolare.
Mentre Schifani fa dichiarazioni accomodanti per dare l'idea all'opinione pubblica che il centrodestra vuole il dialogo, Berlusconi dice a chiare lettere: noi sappiamo bene cosa vogliamo fare, il centrosinistra non si comporta bene e non merita di dialogare con noi, se però accetta di "aggregarsi" allora le riforme si possono fare insieme, altrimenti noi abbiamo in ogni caso i numeri per fare da soli.
Dire a qualcuno con cui si vorrebbe aprire un confronto che può aggregarsi a un progetto di riforme già confezionato significa solo una cosa e cioè che Berlusconi ancora una volta non si smentisce, vuole fare quello che gli pare senza rotture di scatole come sempre ha fatto nella sua vita.
È tempo che anche il Presidente della Repubblica prenda coscienza di questo e non continui a battere su questo tasto, tanto non serve a niente.
Aggiungo che tutta la faccenda finirà per mettere in cattiva luce il centrosinistra e il motivo è semplice.
Berlusconi sta facendo in modo che il centrosinistra ritenga inaccettabili le sue "aperture".
Fatto questo, con un paio di mesi di martellamento mediatico, riuscirà a inculcare nelle menti degli italiani che la colpa del mancato dialogo sarà stata della "sinistra" e che lui, pur di fare le riforme tanto attese e nonostante tutto il suo impegno, sarà stato costretto ad andare avanti da solo.
Con Berlusconi il dialogo non c'è mai stato e mai ci potrà essere!